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Da Epicuro: Previsioni elettorali 2010

Venerdì scorso, e quindi con tre giorni di anticipo rispetto alla chiusura delle urne, ho espresso alcuni concetti e le conseguenti previsioni attraverso tre successivi interventi su Camminando.org.

Sostenevo che queste elezioni, totalmente blindate, non erano neanche lontanamente Democratiche, bensì una semplice spartizione di poltrone concordata a tavolino dai partiti.

A urne chiuse e scrutinate, vorrei esprimere tutto il mio disgusto per aver avuto, purtroppo, totale riscontro alle mie previsioni. Ho dato per scontato il vincitore, ma questo, tranne qualche buontempone che si è divertito a raccontare di sondaggi che vedevano un fantomatico testa a testa, l’avrebbe indovinato pure il mio gatto.

In buona sostanza, ho praticamente svelato in anticipo l’elenco di seggi ed eletti, con piccolissime difformità, avendo dato una speranziella a SEL di raggiungere il quorum, anche, diciamo cosi, per stima, data la candidatura Mazzei.

Orbene: voi, amici del PD, avete ovviamente stravinto. La mancanza di un candidato Elbano è stata perciò, scusatemi la franchezza, doppiamente vergognosa. Poco importa se quasi SEL vi faceva nuovi, poco importa se il vostro candidato, ora Governatore, era responsabile di uno dei settori nei quali la nostra Isola è più discriminata: ubbidienti e zitti al volere del continente.

Ora io chiedo: è DI SINISTRA, accettare un’astensione al 55%?

E’ DI SINISTRA decidere gli eletti a tavolino?

E’ DI SINISTRA ‘sta merda di legge elettorale… O è colpa di Berlusconi?

Spero abbiate le palle per farvi valere, voi che, in teoria, potete.

Con i migliori auguri di buona Pasqua,

Epicuro

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Caro Epicuro,

con tutta franchezza, non mi pare tu sia dotato di un particolare fiuto elettorale: che la Toscana non sia la Lombardia, che l’Elba non sia in provincia di Livorno (almeno politicamente) è cosa risaputa. Riguardo ai risultati elettorali dei singoli partiti devo dire che c’è qualche sorpresa perché l’UDC in Provincia di Livorno ottiene un risultato che non avrebbe mai permesso a Marini di entrare in Consiglio (quando invece tutti ce lo vendevano come cosa molto probabile) e invece SEL paga il basso risultato a livello regionale perché si dimostra un partito ben inserito nel contesto elbano.

Mi pare ovvio che se all’Elba (ma la situazione si ripete anche a livello nazionale) l’affluenza cala in 10 anni di circa il 20% (mi scuserai se non ho i dati precisi a livello elbano) ci si debba interrogare. E farlo seriamente.

Rispondendo alle tue domande, non ritengo sia un vanto aver innalzato la percentuale del PD a Porto Azzurro quando ha votato il 19% di elettori in meno rispetto a 10 anni fa. Ma non è di sinistra accettare tale astensione come non è di destra.

I nostri candidati hanno fatto le primarie. A cui tutti avrebbero potuto partecipare. E’ un meccanismo questo che presenta varie lacune su cui ci potrebbero esser ampi margini di miglioramento. Presuppongono una partecipazione più alta alla vita “dei partiti” e antecedente alle elezioni. Io capisco che con “questi partiti malati” le liste bloccate rischiano di esser deleterie, ma sei sicuro che la preferenza risolva la questione? Votare un candidato che non conosciamo indipendentemente da dove provenga (tieni conto che qualora fosse elbano, non lo conoscerebbero in continente) esprimendo la preferenza, ti da un maggior legame con questa persona?

Forse si, ma più passa il tempo e più penso che il problema non sia il sistema elettorale ma sia la “sana e robusta costituzione” dei partiti. Sono infatti contrario a “legiferare” certi comportamenti dei partiti perché questi dovrebbero esser maturi da evitare talune azioni e adempiere ad altre. E la società deve esser matura da scegliere anche in base a questi. Un esempio è la presenza di pregiudicati in lista.

Le domande che forse provocatoriamente mi poni non hanno una risposta di sinistra e di destra. Io ho la mia, da persona di sinistra, e cercherò di migliorare il mio partito affinché non si abbassi l’astensione, affinché gli i candidati vengano scelti secondo procedimenti democratici e meritocratici cercando un ringiovanimento della politica. E si badi bene questo non significa candidare giovani anagraficamente ma facce nuove e pulite. Il mio impegno all’interno del mio partito, le mie battaglie, sono e sempre saranno tese a questo.

Concludo dicendoti che l’amore si fa in due e se noi abbiamo tanto da lavorare per migliorarci, anche alla società civile recrimino pregiudizi che spesso vanno al di là di un’astensione contro il sistema. L’astensione attiva la rispetto, quella passiva che aspetta solo le seguenti elezioni per astenersi di nuovo, no.

Un abbraccio, Davide.

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Io voto per il PD, un grande partito riformista

….E poi ti dicono: “Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera” . Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera. Francesco De Gregori, La storia siamo noi.

Il ruolo di coordinatore di circolo mi imporrebbe di convincervi che il PD è il partito migliore del mondo, che noi governiamo meglio degli altri e che dove non governiamo le amministrazioni sono allo sfascio. Insomma, convincervi che questa sia l’unica scelta elettorale possibile. Più o meno così la penso e non può che esser chiaro, altrimenti non coltiverei questa mia passione per la politica.

Ma la mia paura è che nella generalizzazione, nelle classiche frasi “sono tutti uguali”, si rinunci a percepire quelle differenze sostanziali che vi sono tra scegliere un partito e un altro o cosa significhi la decisione di “non scegliere”, astenendosi.

Ciò che non sono mai riuscito a capire di chi si astiene, è come pensa di poter cambiare lo status quo, come pensa di sostituire un meccanismo che non funziona con uno più efficiente.Non sto togliendo valore politico ad un gesto fortemente critico nei confronti del sistema ma se davvero chi si astiene non si sente rappresentato, occorre porre rimedio a questa mancanza partecipando, in prima persona al miglioramento del paese altrimenti è come aspettare 90 minuti la palla sui piedi senza cercare di anticipare, di scattare o perfino di andare in fuorigioco. Perciò penso sia uno spreco, se quelle giovani forze che hanno portatato avanti la battaglia contro i tralicci si disperdano in un becero astenzionismo passivo. Spero mi smentiranno dal giorno dopo le elezioni trovando una loro collocazione che non deve per forza esser nei partiti o in questi partiti, ma che può esser volta ad un impegno nella società civile come tanti volontari diversamente impegnati fanno ogni giorno. Però lasciatemi dire, che se davvero avete questo spirito combattente, il pensiero di confondervi in una massa di astenuti insensibili alle ingiustizie del mondo dovrebbe rabbrividirvi.

Concludo citando un motivo per cui penso valga la pena votare il PD: il comune unico. Solo il PD si è sempre fatto promotore, coinvolgendo le altre forze politiche di sinistra, di questa semplificazione degli assetti istituzionali auspicata da molti cittadini isolani.

Io voto per il PD, un grande partito riformista che, come spiega Peppino Torrenuova al figlio in Baarìa, vuol “cambiare il mondo per mezzo del buon senso, senza ta­gliare teste a nessuno”.

Davide Solforetti

La fede non si impone

Luigi Coppola, responsabile dell’UDC, nella sua lettera definisce la sentenza della Corte europea come un “grave atto di intromissione nella cultura e nella tradizione di uno Stato”. In parte giusto il suo punto di vista, perché una Nazione, e non uno Stato, che non ricorda i suoi valori è uno stato che non ha futuro.

Quella del “crocifisso” credo sia diventata una vera e propria “guerra” in cui si cerca continuamente la supremazia sulle idee dell’altro. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato che la presenza del crocifisso in classe “è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”.  È chiaro che la Chiesa non riconosca questa sentenza perché, ancor prima, non riconosce quei diritti. Mi ha colpito particolarmente la frase del responsabile dell’UDC perché antepone le tradizioni di uno Stato sovrano appartenente all’UE alla nostra Costituzione in cui risiedono gli stessi principi enunciati dalla Corte e in cui la cultura e le tradizioni da lui citati hanno sicuramente un ruolo secondario rispetto a questi.

Attenzione a non scambiarla come una “guerra con altre religioni più integraliste”, non è una questione di reciprocità: qualora altre culture non si comportino “civilmente” come noi, non per questo bisogna “regredire” nel campo del riconoscimento della altre culture.

Quindi concludo, la presenza del “crocifisso” nelle scuole è una imposizione da parte dello Stato che lede la libertà di scelta di religione di ogni individuo.  La sentenza non mette in dubbio quelle usanze che sono oggi parte integrante della nostra vita sociale, ma rileva come una violazione la presenza del simbolo più caratteristico della religione cattolica, in un luogo educativo pubblico che prima di attenersi alle “radice cattoliche”, in cui chiaramente molti italiani si riconoscono, dovrebbe attenersi alla Costituzione. Io sono un ateo, ma nutro un profondo rispetto per coloro che credono in qualcosa che io “non riesco a vedere”. E proprio perché penso che la fede sia una cosa meravigliosa, ritengo che imporla sia la peggiore violenza.

Risposta all’intervento di Lugi Coppola apparso oggi su TENEWS.

Primarie del PD: IO CI TENGO!!!

Il 25 ottobre, presso la sede dell’autoscuola di Via F.Cavallotti, puoi votare per le elezioni primare del Partito Democratico dalle 8.30 alle 20.00.

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Puoi votare se hai almeno 16 anni e sei: cittadino italiano, cittadino europeo con residenza in Italia, o cittadino di un altro paese con permesso di soggiorno in Italia. È sufficiente un documento d’identità e la tessera elettorale. Per i minorenni e i cittadini stranieri serve solo il documento.

Le schede sono due: una di colore azzurro per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale, un’altra di colore rosa per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Regionale.
Sceglierai il tuo Segretario tracciando un unico segno su una delle liste dei candidati ad esso collegati. Nella stessa scheda si può votare solo una delle liste collegate.

E non dimenticare di versare un contributo minimo di 2 euro per aiutarci a sostenere l’iniziativa. Al momento del voto riceverai la molletta “Ci tengo”, simbolo di queste primarie.

L’angelo…

L’Angelo ha portato buone nuove a tutti i nostri partiti politici.

Il PdL canta vittoria.

Il PD è talmente felice di non essere crollato, da entrare in delirio e prevedere un’imminente fine della destra.

La Lega proclama un trionfo degno di Caio Giulio Cesare.

L’UdC esulta perchè, soprattutto al Sud, il suo voto parrocchiale e clientelare ha fatto la differenza.

La sinistra extraparlamentare esce un attimo dalla tomba per sentenziare che il fallimento referendario prelude a un imminente ritorno al potere del marxismo-leninismo.

La verità è che, anche questa volta, ha vinto la destra, soprattutto grazie alla Lega, ma le dimensioni del successo sono inferiori a quanto ci si attendeva, perchè numerosi suoi elettori sono rimasti a casa, forse per un iniziale disgusto nei confronti del caro papi.

L’astensionismo ha raggiunto livelli elevatissimi.

L’istituto del referendum, così come attualmente previsto, ha rotto a tutti.

Il Pd ha preso un brodino, ma se non cambia radicalmente struttura, tutto sarà inutile.

Si può ragionevolmente prevedere che, nell’immediato e medio futuro, tutti noi continueremo a prendercelo allegramente nel solito posto.

E anche l’Angelo sarà meglio che torni presto a casa, se non vuole rischiare grosso.

Franco

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