Grazie San Piero!

downloadIo non lo so come mai, anzi vorrei proprio saperlo, ma ci sono mucchi di case che a fatica li possiamo chiamare paesi che hanno un vocabolario certamente sproporzionato rispetto ai suoi abitanti. L’ultima parola che ho imparato dal versante occidentale della mia isola è “capitoia” o “capitoio” se ci si riferisce ad un uomo. Se ci riflettete un attimo, quando un persona, specie sul lavoro, dimostra particolari attitudini nell’apprendimento e soprattutto una velocità di comprensione…bhé, quella persona chiaramente è “capitoia”: capisce al volo, senza troppe spiegazioni. Ricercando tra i dizionari ho notato che esiste “capente”, ma “capitoio” o “capitoia” (provate a ripetervelo dentro la mente) è tutta un’altra cosa. Dé ma in questi casi non si può dire altro che “Grazie San Piero!”

Avviso alle nonne: l’acqua non è un’emergenza

cassaPurtroppo, una debacle del mio smartphone non permette a questo post di avere l’immagine che più di altre avrebbe chiarito il misfatto. Ma spero di poter raccontare questa storia in modo tale da rendervi l’idea a prescindere da un’immagine che sarebbe stata eloquente. Finalmente, il 21 maggio, data fatidica attesa dai longonesi come il matrimonio di William e Kate per gli inglesi, la COOP ha riaperto. Non abbiamo foto di repertorio del giorno dell’inaugurazione ma abbiamo molti commenti: “ottimo lavoro”, “ci voleva”, “addio Conad”. E non mancano già alcune critiche, dai carrelli arancioni definiti troppo piccoli oppure al reparto frutta e verdura in cui non sarebbero indicati precisamente i prezzi. Ma vai a sape’, come si suol dire, dove sta la verità.
Fatto è che a Porto Azzurro non si parla d’altro e se facessero anche gli aperitivi sono sicuro che qualcuno, mosso dalla curiosità si sarebbe presentato per un buon negroni dentro la “proletaria”. Ma una cosa, più di altre, mi ha spaventato: un semplice adesivo con indicato un numero da chiamare per le emergenze. Ecco, per la tranquillità di figli e nipoti, sarebbe bene specificare che la mancanza della quarta cassa d’acqua di scorta nel ripostiglio…non è un’emergenza!

Ma te, hai mai provato a fa’ sta’ ritto un polpo?

polpo rittoComincio subito con il botto inaugurando questa nuova rubrica, vox populi. Si tratta di proverbi, detti popolari o semplici espressioni che rendono l’idea di ciò che si vuol dire con una frase minima. Non vi nego che questa è la mia preferita e ultimamente ne sto facendo un abuso. Ci sono obiettivi impossibili da raggiungere, status quo che non cambieranno mai, persone dure di capo che nonostante le ripetizioni non riescono a capire quello che gli si sta spiegando, il cane che la fa sempre sulla ruota della macchina, il gatto che spela sempre sul divano…insomma cose, eventi e persone che non spostano di un millimetro rispetto al punto di partenza. E quando, qualcuno con ostinazione si impegna nel raggiungimento, nel cambiamento, nella spiegazione, nell’insegnamento e nel rimprovero senza ottenere alcun risultato, ecco cosa gli dovete dire:

“Ma te, hai mai provato a fa’ sta ritto un polpo?”

Non aggiungo altro, la poesia di questa espressione sta nella riflessione su queste parole e nell’immagine che, in questo momento, la vostra mente starà elaborando.

Le consultazioni del Presidente della Repubblica

IMG-20150519-WA0018Mi sento un po’ il Presidente della Repubblica in questi giorni. Non perché abbia qualche mania di grandezza, ma ho intrapreso un giro di incontri e consultazioni con i miei amici a cui non devo dire niente di particolare ma solo passarci momenti insieme, dato che ultimamente mi sono comportato come il peggior latitante nascosto all’estero (il lavoro). E così, come fa il Presidente della Repubblica prima di dare mandato al Presidente del Consiglio (sì, perché è bene ricordarlo che sino ad oggi il Presidente del Consiglio non è votato dagli italiani) ho intrapreso questo giro di consultazioni face to face. Così è che chiamo, prendo l’appuntamento e dopo i convenevoli procediamo all’incontro in cui non si deve decidere assolutamente niente. Vi è il solo obiettivo di continuare a coltivare quell’orto seminato nel tempo.

P.S.: nella foto un chardonnay viognier e un succo al mirtillo perché “fa bene alla circolazione..bla…bla…bla”

Il verde, ma prima di tutto il blu

IMG-20150517-WA0011Il verde della campagna toscana, in una calda giornata primaverile come quella di oggi, ti abbaglia gli occhi tanto che a guardarlo ti pare di mirare al sole. Si tratta di magia perché come un adolescente che si sta per innamorare quel verde ti rapisce, ti riempe, ti conquista, a meno che, come, sei già stato promesso a quel blu orizzonte del “mio mare” e a quella metà che ti manca ogni giorno. Ma devo ammettere e confessare, che ogni tanto, in una giornata come oggi, una sbandata per il verde di queste campagne toscane, la prendo.

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