Elezioni universitarie 2009: stravince Sinistra per…

9 05 2009

Si è svolto ieri lo spoglio per il rinnovo delle rappresentanze studentesche ne Senato Accademico, Consiglio di Amministrazione,Comitato Pari Opportunità (CPO),Consiglio territoriale per il controllo della qualità (ARDSU),Comitato di gestione degli impianti sportivi universitari (CUS),Consigli di facoltà e dei corsi di studio.

L’affluenza a livello di ateneo si è attestata intorno al 17%, con un piccolo incremento rispetto a due anni fa.

Queste elezioni sanciscono come vincitore assoluto Sinistra Per sia negli organi centrali dove raccoglie oltre il 50% dei consensi ma anche nelle facoltà dove si afferma come prima lista a Scienze, Lettere, Medicina, Scienze Politiche, Giurisprudenza e Ingegneria.

Azione Universitaria subisce l’ennesima sconfitta elettorale nell’ateneo pisano rimanendo fuori sia dal Senato Accademico sia dal Consiglio di Amministrazione a causa anche della presenza della neonata lista Area Nuova che ruba voti all’altra lista di destra.

Ateneo studenti conferma, invece, il suo secondo posto come due anni fa. Infine l’assenza di una lista agli organi centrali ha, invece, forse pesato sul risultato negativo delle diverse liste presentate nelle facoltà dalle assemblee in agitazione, riconducibili al Coordinamento dei Collettivi ed Università 2.0.

Ma vediamo tutti i risultati.

Il Senato Accademico ed il Consiglio d’Amministrazione

Sinistra Per prende poco meno di 4.000 voti pari al 54%, mentre Ateneo Studenti arriva a 2000 preferenze pari al 28%, seguita a notevole distanza da Azione Universitaria che si colloca poco al di sotto dei 1000 voti pari a poco più del 13% . Infine la nuova lista di Area Nuova prende circa 200 voti.

Dei 5 seggi disponibili 3 vanno, dunque, a Sinistra Per e 2 ad Ateneo Studenti che per alcune decine di voti si aggiudica il secondo senatore a discapito della lista di destra che anche in questa tornata elettorale rimane fuori dagli organi di governo dell’ateneo pisano così come due anni fa.

Determinante per questo esito è stata la presenza della nuova lista Area in cui erano candidati alcuni esponenti che nelle passate elezioni si erano presentati nelle liste vicine ad Azione Universitaria. Area Nuova, nonostante un comunicato diffuso ai giornali, non ha mai fatto richiesta ufficiale di ritirare le proprie candidature dalle elezioni per cui compare regolarmente sulle schede ed i voti a suo sostegno vengono conteggiati al pari degli altri. Di fatto questa lista ha pescato i suoi pochi voti dal bacino a cui attingeva anche Azione Universitaria, sottraendo quei voti decisivi che non hanno consentito ad AZUN di entrare in Senato Accademico.

Il dato sicuramente più rilevante di questa tornata elettorale è il fatto che Sinistra Per prenda mille voti in più rispetto a due anni fa con un incremento di oltre il 15% r; mentre Azione Universitaria ed Ateneo Studenti sostanzialmente confermano sia per numero di voti sia per percentuali quanto raccolto nel 2007. E’ indubbio che abbia contribuito a questo successo l’assenza della lista del Coordinamento dei Collettivi, che per la prima volta dopo oltre dieci anni non si è candidata alle elezioni universitarie. Ricordiamo che due anni fa la lista dei Collettivi raccolse circa 1500 voti

Risultati sostanzialmente simili a quelli del Senato Accademico si sono avuti anche per il Consiglio di Amministrazione dell’Università dove Sinistra Per prende due consiglieri sui 3 disponibili ed il terzo spetta ad Ateneo Studenti

Risultati negli altri organi

Per quanto riguarda gli altri organi ecco i risultati: al Consiglio territoriale per il controllo della qualità (ARDSU) 4 sono i rappresentanti di Sinistra Per, due di Ateneo Studenti ed uno di Azione Universitaria. Sarò quindi di Sinistra Per lo studente che andrà a sedere nel posto disponibile per la città di Pisa a Firenze per ciò che concerne la nuova azienda regionale per il diritto allo studio.

Al Comitato di gestione degli impianti sportivi universitari (CUS) dei due posti a disposizione uno va a Sinistra Per e l’altro ad Ateneo studenti

Infine nel Comitato Pari Opportunità (CPO) 3 rappresentanti sono eletti tra le fila di Sinistra per ed uno è di Ateneo Studenti.

I risultati nelle Facoltà

Anche nelle Facoltà si registra una pesante affermazione di Sinistra Per. Qui occorre ricordare che oltre le liste candidatesi agli organi centrali vi erano le liste riconducibili all’area del Coordinamento dei Collettivi e di Università 2.0, che non reggono, però, neanche nelle loro storiche roccaforti, come ad esempio a Scienze.

E proprio in questa facoltà vi è probabilmente il dato più clamoroso con Sinistra Per che, per la prima volta dalla sua nascita, diventa la prima lista della facoltà con 12 consiglieri ed oltre 500 voti, seguita da Ateneo Studenti e quindi da Scienze in Agitazione.

Altro dato che spicca è sicuramente quello di Ingegneria in cui Sinistra Per, dopo la sconfitta subita due anni fa da Ateneo Studenti, torna ad essere la prima lista con oltre 1000 voti e 14 consiglieri contro gli 11 di Ateneo.

Pesante affermazione sempre di Sinistra Per si registra anche a Medicina dove diventa la prima lista con più di 200 voti, seguita da Ateneo studenti e quindi da Medicina Alternativa che raccoglie poco di più più di 100 voti.

Anche a Lettere vince Sinistra Per con oltre 350 voti a cui corrispondono 8 consiglieri a fronte dei 5 di Ateneo studenti ed i 4 di Lettere in Agitazione.

A Scienze Politiche la lista vicino a Sinistra Per prende più del 70%; mentre a Giurisprudenza supera il 55% con poco meno di 400 voti, seguita da Azione Universitaria che si piazza al secondo posto con circa 200 voti.

Infine ad Economia, da cui provenivano i capolista in Senato Accademico di Ateneo studenti ed Azione Universitaria, le due liste riescono a superare Sinistra Per con Ateneo studenti che raccoglie circa 350 voti seguita dalla lista di destra che prende 4 consiglieri di facoltà a fronte dei 3 di Sinistra Per.

I commenti

“Un voto straordinario, così ha commentato Francesco Corucci, coordinatore di Sinistra Per, ci rafforziamo in tutte le facoltà ed abbiamo aumentato di mille voti rispetto a due anni fa. Sicuramente un aumento di voti è dovuto all’assenza della lista dei Collettivi agli organi centrali, ma una parte consistente di questo incremento è strettamente legato a quello che è e che fa quotidianamente la nostra lista nell’università e nelle singole facoltà. Noi crediamo nella rappresentanza e nello stare negli organi di governo. Abbiamo fatto un investimento su questa linea e per noi è una vittoria che gli studenti sono andati a votare e hanno votato in maggioranza per noi. Infine l’altro dato è che le destre non entrano negli organi di governo del nostro ateneo, e questo è un risultato importante visto il vento che spira invece in numerose università italiane”.

Ateneo studenti esprime “soddisfazione per i 2000 voti raccolti e per aver riconfermato la seconda posizione”, mentre Azione Univeristaria attacca Area Nuova parlando di ” una sgradevole opera di boicottaggio fatta da una lista che non aveva alcuna possibilità di eleggere un proprio rappresetante e che ha avuto come unico scopo sabotare la lista ufficiale del centrodestra”.

da www.pisanotizie.it





Da www.muzemal.org: slideshow della Manifestazione del 23 ottobrea a Pisa

31 10 2008




Da camminando.com: comincia la querelle Palombi-Solforetti?

19 10 2008

17/10, Palombi scrive:

Cara studentessa iscritta a PRC, c’è una sottile differenza tra la corretta informazione e la demagogia.
Il governo precedente, di cui il suo partito faceva parte integrante, non mi sembra si sia distinto in dinamismo e in volontà di risolvere il problemi da lei espressi.
C’è una parte dell’Italia che lavora e che produce, che ha voglia di ripartire ed ha le scatole piene di discorsi teorici e di manifestazioni di piazza scandite da veteroslogan che si ripetono da decenni.
Il tutto figlio di un sessantottismo, di cui la storia ne ha sancito il totale fallimento.
Abbiamo bisogno di un paese dinamico, un paese che sia in grado di tagliare laddove ci siano rami secchi, figli di una lottizzazione passata dove la sua sinistra era in prima linea.
Lo sa che all’Università di Roma, la stessa dove il rettore Frati assurge adesso al ruolo di salvatore della patria (ex Barone e Preside di Medicina negli anni della grande spartizione DC-PCI-PSI) ci sono quasi più cattedre che studenti?
E che esistono decine di primariati inutili, nati solo per accontentare uno o l’altro barone in carriera, iscritto a questo o quel partito?
E guardi che la sinistra, è stata uno dei motori di questa spartizione.
Ben vengano i tagli e l’ottimizzazione delle risorse.
Forse il tempo del paese di Bengodi è finalmente finito.

17/10, uno studente universitario risponde:Il sig. Gianluigi Palombi DOVREBBE leggere qualche giornale in più (e non quelli di Berlusconi) e uscire un pò di più verso le città universitarie…
dico questo perchè non ha capito nulla di quello che accadrà all’UNIVERSITA’ PUBBLICA e alla SCUOLA PUBBLICA se questa legge 133 dovesse passare e attuarsi in tutte le sue forme:

1) Classi divise fra italiani e non
2) Camerate da 35 e più studenti
3) Tagli alle risorse (più soldi da pagare a chi va a scuola per intendersi)
4) Blocco reale della ricerca, se non per quei pochi privati pseudo capitalisti che avranno due lire da investire
5) CHiusura di facoltà, dispersione dei giovani studenti e quindi abbandono di una possibile carriera.
etc.etc.etc.
Ancora una volta con il Sig. Palombi abbiamo assistito ad una retorica inutile, priva di conoscenza dei fatti e veramente al di fuori della normalità.

p.s. a proposito di Normale, se legge i giornali scoprirà che anche la super baronale SCUOLA NORMALE ha dischiarato lo stato di agitazione e di SOSPENSIONE DELLA DIDATTICA (insomma, più di così!)

17/10, Palombi risponde:Caro Studente universitario,
l’Università la conosco molto bene visto che ho fatto 6 anni di corso di Laurea, 4 di specializzazione ed uno di borsa di studio (undici-dodici in tutto…). L’Università in questione è “La Sapienza” di Roma, non quella di Canicattì
Detto questo non ho mai detto che l’Università non sia Istituzione da rivedere se non addirittura da rifondare.
Il fatto è che, rispetto a te (scusa il tu ma presumo sia abbastanza giovane) sono abbastanza adulto per aver vissuto in questi ultimi venti anni anni situazioni simili a queste (dalle contestazioni al Liceo degli anni 80, alla “pantera” degli anni ‘90, fino ai fermenti dei primi anni 2000), dove una certa sinistra (a volte molto chic e modaiola) ha sempre contestato tutto e tutti (con i soliti slogan, con le solite marce, con le solite manifestazioni e tutto il restante noioso corredo post-sessantottino) per poi finire per occupare i migliori posti.
Quando si è giovani è molto trendy riempire piazze, urlare slogan anti-sistema, occupare aule, bevendo vino e fumando spinelli.
Tutto questo è molto interessante e sicuramente più divertente che studiare.
Ma al momento opportuno quella sinistra anti-sistema è quella che poi si trasforma in borghesia (radical-chic qualcuno direbbe) ed occupa i posti migliori.
Ti faccio un esempio. Molta di quella intellighenzia di sinistra che professava la rivoluzione nel 1968, attualmente ha incarichi e posti di rilievo. L’esempio lampante è quella generazione di ragazzi di Lotta Continua che hanno fatto quasi tutti una gran bella carriera.
La demagogia ed i luoghi comuni sono lì, tra gli slogan antisistema e la voglia di rivoluzione, tra una immagine del Che ed un insulto a Berlusconi. Niente di più di questo è davvero conformista e borghese.

E’ cosi che la sinistra ha fregato una marea di generazioni.

“Compagno di scuola, compagno di niente
ti sei salvato dal fumo delle barricate?
Compagno di scuola, compagno per niente
ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?

A. Venditti, 1975

18/10, la studentessa iscritta al PRC risponde:Caro signor G. Palombi,
le proteste non derivano da un partito perchè io sono una studessa dell’università di Pisa, la quale se questa legge 133 verrà approvata si ritroverà con il diploma del liceo in tasca perchè il mio corso di studi sarà uno di quelli che verrà soppresso.
Forse è bene che si informi, come suggerisce la mia collega, andando nelle città universitarie… Non penso che chi sia all’università studi per sport!! anzi è un enorme sacrificio di tempo e denaro… Quindi le proteste che ci sono non penso siano fatte per saltare lezioni..
Io ho da una settimana il blocco della didattica e va tutto a discapito mio…ma sa cosa le dico: preferisco perdere tempo ora e riuscire a laurearmi con un po’ di ritardo che ritrovarmi in mezzo a una strada!!
E’ una cosa grave quella che sta succedendo e il colore politico di una persona non c’entra niente, non penso che tutti quelli che protestano siano di sinistra, -io non lo sono – eppure non sono d’accordo…!!!
Quindi prima di parlare dall’alto del pulpito dove è salito da solo SI INFORMI!!!!

**vorrei aggiungere che la legge 133 prevede anche la cancellazione del concorso SSIS, ovvero l’abilitazione all’insegnamento****

Riportato ciò vi allego anche la mia di risposta pubblicata oggi su camminando.com

Egr. Sig. Palombi,

leggendo le sue parole ho veramente il dubbio che Lei stia parlando per frasi fatte. Un discorso da ottimo retore, di quelli che non muiono mai.
Se prova a togliersi il mantello dell’ideologismo e dell’anti-comunismo e si sofferma su ciò che dice la legge 133/08 forse, ma solo forse, riuscirà a capire.
Nei Suoi interventi su questo blog ha solo minimizzato eventi che i partiti, sia il Suo che il mio, non riuscirebbero mai ad organizzare per l’affluenza che sono riuscitii ad ottenere (p.e. Pisa due assemblee da 3.000 e 6.000 persone in attesa della manifestazione di giovedì prossimo).
Ben vengano i tagli, dice Lei. Ma sa che questi tagli non metteranno mai mano agli errori di cui Lei parla? I tagli riguardano i nuovi ricercatori, coloro che dopo una laurea specialistica voglion continuare a studiare con un dottorato senza però, a questo punto, avere futuro. E’ il blocco del turn-over al 20%. Per assumere una unità di personale, occorre che ne vadano 5 (cinque) in pensione. Ricordo inoltre che con un prof. ordinario, in termini economici, costa all’Università due volte e mezzo quello di un ricercatore. E inoltre Lei ha mai fatto la fila ad una segreteria? Impiegherà cinque volte di più.
Lei vuole questi tagli. Ben vengano, dice.
Si, ma per Tremonti non c’è problema, sarà la ottima classe imprenditoriale italiana invidiata in tutto il mondo ad aiutare le università pubbliche. Anzi, le fondazioni di diritto privato. Si perché caro Sig. Palombi, tutte le Università dovranno trasformarsi in fondazioni per recuperare i 1.500 milioni di euro di tagli in 5 anni.

Guardi Lei non sa di cosa parla, quella legge non l’ha letta probabilmente non si intende nemmeno di Università.
Quindi per favore, dato che nessuno ha richiesto il suo parere, si astenga dal parlare per frasi fatte e rispetti quegli studenti che perdono lezioni e ore di studio perché sanno che questa legge non è una mera questione economica ma l’emblema di una idea distorta di sapere, di cultura. E non tutti gli studenti che occupano e che protestano “fumano gli spinelli e bevono vino”, c’è anche chi lavora per mantentenersi gli studi, chi ha la borsa di studio perché non potrebbe permettersi l’università, chi fa un dottorato e prende 805 euro al mese e chi è ricercatore precario da anni.
Ma è evidente che Lei non sa di cosa, io e gli altri studenti, stiamo parlando.

Viva l’Università, quella pubblica.





Ancora un elbana contro la 133/08

17 10 2008

Riporto un altro intervento apparso sulla stampa sempre a proposito della legge 133/08

Gentili lettori,
queste righe sono dedicate a coloro che intendono informarsi, che intendono sapere cosa sta accadendo nella facoltà italiane, perché purtroppo ad ora i media se ne occupano veramente poco. L’Italia è in crisi ed in una crisi profonda che la colpisce fin dalle fondamenta rinnegando uno dopo l’altro una serie di diritti che sono alla base di una democrazia. Stiamo retrocedendo. La nostra nazione sta diventando un’industria ed è una considerazione accessibile a tutti, inutile negarlo. Il nostro governo sembra non voler ascoltare il parere del popolo, pur essendo stato eletto democraticamente (?). Dal 1° gennaio 2009 entrerà in vigore la nuova finanziaria che prevede, tra le altre cose, sostanziali tagli all’istruzione ed alla ricerca. Per quanto riguarda l’università si parla di un vero e proprio scempio del diritto allo studio. Ecco alcuni punti che esplicano quello che sarà il futuro degli atenei italiani:
Art. 16: TRASFORMAZIONE IN FONDAZIONI
Molti Atenei Italiani a fronte della drammatica carenza dei finanziamenti pubblici potrebbero trovarsi costretti a trasformarsi in fondazioni private, ciò porterebbe ad un indiscriminato aumento della tasse universitarie.
Inoltre essendo finanziate da Aziende alcuni settori come la medicina umana, la farmacologia, l’ingegneria andrebbero a scapito di altri come il settore umanistico e la medicina veterinaria.
Lo studio ha come fine primario quello di accrescere l’essenza umana, ma purtroppo non coincide con quello dell’industria.

Art. 17: PROGETTI DI RICERCA DI ECCELENZA
Prevede una fuoriuscita della RICERCA dalla didattica universitaria.

Art. 64: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA
Questo articolo prevede:
- un incremento del rapporto alunno/docente vale a dire meno docenti a parità, se non con un aumento, del numero degli alunni;
- una riduzione del personale A.T.A. (Personale Tecnico Amministrativo e Ausiliaro) del 17%;
- TAGLI al sistema scolastico di 7.832 milioni di Euro di cui 1.441,5 milioni di Euro dal F.F.O. (Fondo per il Finanziamento Ordinario dell’Università)

Vi è un continuo taglio all’istruzione, quando a mio parere, ci sono molte fonti di tagli come per esempio gli stipendi dei parlamentari ed adesso con le crisi economica in atto è emersa la notizia che verrà stanziato un fondo per le banche, per risanare l’economia, che a furia di essere sforzata e compromessa, è esplosa.
Ma come? Sono previsti tagli esorbitanti allo studio, ma ci sono i soldi per le banche?
L’Italia sta morendo dentro per problemi costituzionali che la smuovono fin dalle fondamenta e vengono stanziate cifre, di cui nessuno ha mai pronunciato l’entità, per aiutare le banche?
C’è qualcosa alla base di tutto che non funziona più.

Art. 66: TURN OVER
Prevede una drastica riduzione delle assunzioni di personale a tempo indeterminato. Nel 2009 ci sarà un nuovo assunto ogni 10 pensionamenti.
Questa finanziaria colpisce direttamente la scuola pubblica e tutto ciò che la riguarda, colpisce i precari, i ricercatori, i docenti che insieme agli studenti si mobilitano per affermare i propri diritti. Adesso il Governo colpisce uno dei diritti più importanti che la democrazia abbia: lo STUDIO, mezzo tramite cui ci si accresce e tramite cui si possono evolvere le generazioni future. Limita la nostra sapienza, ci annienta moralmente e spiritualmente, ci strappa il nostro futuro dalle mani, ci fa schiavi. Adesso lo studio diventa una caratteristica di pochi, soltanto una elite potrà pavoneggiarsi di questo vanto. Nasci ricco studia, nasci povero scava.
A Pisa mercoledì 8 ottobre è stata convocata l’assemblea generale di Ateneo in Piazza dei Cavalieri, i partecipanti erano molti e tutti a rivendicare i loro diritti, inoltre è stato occupato il Polo Carmignani, diventato il centro nevralgico del movimento studentesco a Pisa. Da quel giorno sono in continua evoluzione manifestazioni organizzate, cortei, assemblee studentesche tutto atto a mobilitare l’informazione, i media, l’opinione pubblica che a mio parere dorme ancora. In molte facoltà è stata interrotta la didattica.
Vi consiglio per ulteriori dettagli di visitare il blog costituito dal movimento studentesco pisano: http://www.no133pisa.blogspot.com/
È necessario che tutti sappiano, che tutti vengano a conoscenza di quello che sta accadendo nel nostro Paese; con questi tagli ci stanno privando di un diritto che i nostri avi hanno guadagnato con fatica e sudore se non con le loro vite ed adesso si stanno rivoltando nelle tombe.
Credo nel popolo, che questo abbia l’intelligenza e la consapevolezza di rivendicare ciò che gli è stato portato via. Mi auguro che coloro che questo governo l’hanno votato e sostenuto capiscano il suo errore, capiscano che tutti e ripeto tutti abbiamo la possibilità di studiare e migliorare se stessi ed il paese in cui vivono e soprattutto si sentano fieri di essere una nazione e non un’industria.

Studentessa universitaria iscritta al PRC





A Sciambere delle agghiaccianti profezie

15 10 2008

Caro Sergio,
Ti riporto uno stralcio del discorso di Piero Calamandrei pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950.
Più attuale che mai. Davide Solforetti

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.
Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private.
Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. […]
Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”

Caro Davide,
Sai cosa mi è venuto da pensare? Alla distanza abissale delle due società: quella in cui fu pronunciata, come la chiami tu “l’agghiacciante profezia” di Calamandrei e quella che viviamo. Mi è venuto da pensare alla povertà diffusa di una scuola in bianco e nero, non solo per le rare foto che ne ritraevano dei momenti di vita ma per il colore dei grembiulini (nero quello dei maschietti, bianco le bimbe), alla più o meno dignitosa povertà diffusa, ai formaggini della Pontificia Opera d’Assistenza, al graffiare dei pennini sulle pagine bianche dei quaderni con la copertina nera, ai calamai riempiti dal bidello col calistro dell’inchiostro la mattina, ed al freddo becco di quelle aule che ti intorpidiva i piedi e anche le mani. Mi viene in mente la domanda di mio nipote matteo: “Nonno com’erano i computer di quando andavi a scuola te?”
E “l’agghiacciante profezia” ha quattro anni di più delle mie prime aste tracciate faticosamente con la mano destra perché la sinistra era “la mano del diavolo”.
E non è la sola agghiacciante profezia che vediamo avverarsi, c’è pure di peggio, di molto peggio, c’è l’attacco alla Costituzione vagheggiato dal profeta nero, dal massone pidduista Licio Gelli e condotto dal suo adepto Berlusconi Silvio tessera 1816 che uno per uno sembra intenzionato a dare attuazione ai 53 punti del “Piano di rinascita democratica”. E avrà buon gioco finché i democratici (quelli veri) non ritroveranno l’intelligenza e l’orgoglio dell’unità, non la vedo impossibile, ma lunga e dura sì.
Però ho intravisto l’altro giorno in tv il titolo di un manifesto scritto a mano da alcuni studenti che protestavano: “E’ SOLO L’INIZIO”. mi sono un po’ intenerito: era più o meno la traduzione del “Ce n’est qu’un début, continuons le combat!” di moltissimi anni fa, e un filo di speranza, proprio ragionando di scuola pubblica e della sua difesa, me l’ha data.





Appello contro la l. 133/08

11 10 2008

Assemblea di Ateneo contro la l. 133/08

Pisa, P.zza dei Cavalieri: assemblea di ateneo contro la l. 133/08 convocata da Sinistra per..., Precari della ricerca, Personale Tecnico Amministrativo, Collettivi studenteschi.

Con il dl 25 giugno 2008 n° 112, convertito in legge il 6 agosto 2008, il Governo dà il colpo di grazia all’Università Pubblica.

Con un provvedimento dedicato allo sviluppo economico e alla competitività si mina alla base la concezione di Università così come la conosciamo oggi.

Tre cose semplici ma che di fatto privatizzano l’Università.

  • Si prevede il blocco del turn-over al 20% (cioè ogni 5 unità di personale che andranno in pensione ne potrà essere assunta 1);

  • La diminuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario (cioè i soldi che il Ministero dà alle Università ogni anno) di 63 milioni di euro per il 2009 e sono previsti tagli crescenti fino a 455 milioni per il 2013;

  • La possibilità delle Università di trasformarsi in fondazioni private.

Accadrà quindi che tanti Atenei italiani in difficoltà economiche saranno costretti a trasformarsi in fondazioni, attraendo privati che vorranno investire nell’università e che di fatto indirizzeranno la ricerca e la didattica a proprio piacimento.

Le fondazioni, non avendo più il limite di legge che fino ad oggi, nell’università pubblica, garantiva il tetto massimo della contribuzione studentesca al 20% dell’FFO, potranno aumentare la contribuzione studentesca liberamente, trovando un facile sistema per appianare gli attuali buchi di bilancio.

Con il blocco del turn-over al 20% verrà impedito il necessario ricambio generazionale della classe docente, precludendo ad un’intera generazione la carriera universitaria.

Ci troveremo di fatto davanti ad Università “privatizzate” di serie A e Università pubbliche di serie B.

L’Università di qualità accessibile a tutti, la possibilità per i meritevoli ma privi di mezzi di raggiungere i più alti gradi e livelli di studio, sarà solo un antico ricordo.

Il tutto nell’assordante silenzio dei media e dei partiti di opposizione: ma crediamo davvero che il problema dell’istruzione italiana sia “il grembiulino a scuola”?

Noi studenti elbani fuori sede non rimarremo inermi di fronte allo smantellamento dell’Università, l’unica possibile, quella pubblica, accessibile a tutti senza distinzioni, colonna portante della nostra repubblica democratica. Il governo rincorre gli U.S.A., paese in cui vi sono allo stesso tempo le 15 università migliori del mondo, al modico prezzo di 70.000 dollari l’anno, ma anche le peggiori 2000.

Con queste poche righe vogliamo sensibilizzare la vostra coscienza ad un problema che riguarda tutti noi, i nostri fratelli e sorelle, i nostri figli. Qualcuno sta giocando a freccette con il nostro futuro.

Oggi si smantella l’università, domani chissà.

P.S.: questo documento è presente sul forum “Il Muzemal” all’indirizzo http://www.muzemal.org/forum/viewtopic.php?f=4&t=951&p=34528#p34528 e chi volesse aggiungersi all’appello può inviare una mail a forum@muzemal.org

Davide Solforetti

Tommaso Provenzali

Chiara Greco

Daniele Mazzei

Andrea Solforetti

Matteo Martorella

Marco Serena

Vera Papp

Isadora Mariani

Franco Checchi

Nicola Scelza

Mario Mercati

Nicola Mazzei

Antonello Calderaro

Riccardo Chiocca

Linda Mazzei

Serena Tammone





La canzone del Maggio (censured)

11 10 2008

Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare vi ha fatto guardare in terra
se avete deciso in fretta che non era la vostra guerra
voi non avete fermato il vento gli avete fatto perdere tempo

E se vi siete detti non sta succedendo niente
le fabbriche riapriranno arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco
voi siete stati lo strumento per farci perdere un sacco di tempo

Se avete lasciato fare ai professionisti dei manganelli
per liberarvi di noi canaglie, di noi teppisti, di noi ribelli
lasciandoci in buona fede sanguinare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate voi quella notte voi c’eravate

E se nei vostri quartieri tutto è rimasto come ieri
se sono rimasti a posto perfino i sassi nei vostri viali
se avete preso per buone le verità dei vostri giornali
non vi è rimasto nessun argomento per farci ancora perdere tempo

Lo conosciamo bene il vostro finto progresso
il vostro comandamento ama il consumo come te stesso
e se voi lo avete osservato fino ad assolvere chi ci ha sparato
verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte
voi non potete fermare il vento gli fate solo perdere tempo
voi non potete fermare il vento gli fate solo perdere tempo

Fabrizio De André,
canzone liberamente tratta da “Chacun de vous est concerné” di Dominique Grange.





Ennesima puntata di un dialogo impossibile tra laici, cattolici e una troppo “fedele” classe politica

17 01 2008

Cominciamo dalla fine. Come mai il Rettore della Sapienza di Roma avrebbe perseguito questa infelice idea di invitare il Papa in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico? Ma soprattutto cosa avrebbe dovuto dire Benedetto XVI? Perché, dopo aver letto l’intervento che il Papa avrebbe dovuto fare, altri vari articoli e sentito svariate opinioni, è questo l’unico nodo che non sono riuscito a sciogliere.

Ognuno è riuscito a tirar fuori il peggio di sé. Alcuni rappresentanti degli studenti, Collettivi di turno, non hanno perso l’occasione per mostrare al mondo quanto siano ideologici arrivando addirittura all’occupazione, cosa non fatta per altre migliori occasioni. I sessantacinque docenti di fisica, i laici, sono riusciti ad apparire come i censori di turno, piuttosto che invitare il Rettore a rimandare l’incontro ad un’altra occasione, possibilmente di confronto. La Chiesa ha preferito nascondersi dietro l’ombra del vittimismo anziché rischiare che il mondo vedesse e sentisse le grida di trenta studenti che contestavano il Papa a Roma, nella sua città. Non vi era pericolo per l’incolumità del Papa, ma solo quello di lesa immagine per le istituzioni clericali.

Ed è così che in Italia, ancora una volta, non siamo riusciti ad affrontare il rapporto tra fede e laicità con la maturità che una Repubblica dovrebbe avere: da anni siamo fermi al primo stadio, ognuno è troppo preso dai propri pregiudizi e non si vuol correre il rischio di confrontarsi sui contenuti.

Ultimamente ci siamo trovati molto spesso a discutere se il Papa debba o meno intervenire sulle questioni terrene. La Chiesa deve avere il diritto di intervenire in ciò che ritiene attinente alla fede sebbene ultimamente abbia oltrepassato il limite che la divide della politica. Ma purtroppo il problema, in questi casi, è della classe politica: lei si che è incapace di dividere tra fede e politica.

 

Come molti si saranno accorti, l’immagine è tratta dal film “Don Camillo e l’Onorevole Peppone”, i due personaggi letterari creati da Giovanni Guareschi.





Un’opportunità in più per gli studenti elbani a Pisa

10 10 2007

Da domani, o meglio dal 31 ottobre sarà possibile, presso le segreterie didattiche delle facoltà, presentare la documentazione necessaria per godere dei vantaggi del riconoscimento dello status giuridico di Studente – Lavoratore. Tutto questo è stato possibile grazie al percorso che, insieme lista universitaria “Sinistra per…” di cui faccio parte, abbiamo iniziato in Consiglio degli Studenti e che si è concluso martedì scorso in Senato Accademico con l’approvazione del Regolamento sullo stautus giuridico dello Studente – Lavoratore. Presentando la documentazione richiesta, attestante che nell’anno accademico passato lo studente ha lavorato almeno tre mesi cumulativi, si potrà beneficiare di due appelli d’esame aggiuntivi a quelli ordinari.

Sebbene la proposta di Sinistra per… era inizialmente ben più elastica, la mediazione ottenuta in Senato Accademico ha fatto si che si creasse una figura che ben corrisponde alle esigenze di molti studenti elbani che non riescono ad usufruire degli appelli d’esame estivi. A ciò si aggiunge la riduzione, secondo modalità stabilite dai rispettivi consigli di corso, degli obblighi di frequenza ove previsti e il dovere, per i docenti, a fissare speciali orari di ricevimenti per tale categoria.

Infine a sottolineare la portata storica di tale intervento, la tutela si estende anche alle madri e ai padri con figli di età inferiore agli anni otto. Spero che questo sia la prima delle tante “riforme sociali” che il nostro Ateneo deve intraprendere per continuare a tenere alto il suo illustre nome.

E’ doveroso da parte mia un ringraziamento al Dott. Baggiani, delegato ai rapporti con gli studenti e alla Prof.ssa De Francesco, prorettrice alla didattica, che in prima persona si sono impegnati per la stesura, l’approvazione e il riconoscimento di questa figura, mettendo la parola fine alla giungla normativa entro quale lo studente – lavoratore si doveva orientare.

La vignetta è tratta dal blog di Nando Dalla chiesa, l’autore è Paolo Deandrea.





Da Beppealegge: “Il Rettorato e la Facoltà non sono poi così vicini (politicamente)”

10 12 2006

Il Senato Accademico poco tempo fa ha deliberato l’istituzione di una commissione che provvederà a fare proposte su un nuovo statuto di ateneo. Dagli anni novanta lo Statuto ha recepito sempre piccole modifiche, si pensi solo al passaggio al sistema del 3 + 2, che hanno inficiato sulla sua “unicità”, caratteristica imprescindibile per un testo normativo.

jus-1.jpgPerciò, su proposta del Rettore, è cominciata la discussione che ricordando la campagna elettorale per Palazzo “Alla Giornata”, faceva presente proprio la necessità di rivedere lo statuto. A suo modo di vedere, condivisibile in molti aspetti, la proposta di un nuovo Statuto deve nascere da un organo esterno al Senato Accademico, l’unico ad avere potere decisionale, e cioè da un’assemblea elettiva nella quale, ad eccezione di alcune figure che sarebbero membri di diritto, le varie componenti dell’Università siano ugualmente rappresentate. Nel corso della seduta molti senatori, sinistra per… soprattutto, rilevano la necessità di una larga condivisione delle proposte e di ampliamento della partecipazione democratica.

Tutto ciò, a nostro parere, nel pieno rispetto del sacrosanto principio secondo il quale “le regole del gioco devono esser stabilite secondo comune accordo” così come speriamo sia fatto per la Costituzione italiana, per esempio.

Pensare però come a pochi metri di distanza dal Rettorato si ragioni in senso diametricalmente opposto. Ebbene nell’ultimo Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza è emersa da parte del Preside la medesima esigenza, quella di modificare il Regolamento della Facoltà e i Regolamenti dei corsi di laurea in Diritto Applicato e Scienza Giuridiche. Ma le quote di rappresentanza per categoria all’interno di questa commissione propositiva sono molto differenti perché se per la riforma dello Statuto vi è una quasi completa pariteticità, in questa occasione il Preside ci ha proposto, anzi forse a suo modo di vedere sarebbe meglio dire ci ha concesso, uno studente al cospetto di otto docenti. Come se gli studenti di Sinistra per…, di Azione Universitaria e del Nuovo Collettivo Jus fossero un’unica rappresentanza, screditando ancora una volta il valore di elezioni democratiche nelle quali gli studenti si scelgono i propri rappresentanti. Siamo dovuti arrivare ad una votazione che ha previsto due studenti, in un clima, molto difficile da spiegare a coloro che non sono stati in quel Consiglio di Facoltà, dove molti Professori si facevano fieri di ridurre a quel numero la rappresentanza studentesca.

Di sicuro non un bello spettacolo ma che nessuno pensi che la nostra forza dipende solo dai numeri: abbiamo dimostrato varie volte di esser molto più competenti e propositivi di molti Docenti presenti in quel Consiglio, ma forse è proprio della nostra spinta innovatrice che hanno paura….