L’invisibile – Il monte senza croce

16 11 2009

Ci sono cose sotto gli occhi di tutti, eppure sembra che nessuno veda, che a nessuno interessi. “L’invisibile”: così abbiamo deciso di chiamare una serie di videoclip che abbiamo intenzione di produrre e pubblicare.

Questa “prima puntata” è dedicata al monte della croce, di cui tanto si è discusso sul Muzemal ed in pochissimi altri siti.Non sappiamo se e quando ne faremo una seconda, dipende da quello che accade e dalla “cecità” della gente.

Questo video, della durata di 7 minuti circa, è prodotto da pranzosociale.org in collaborazione con il Muzemal. Per motivi di spazio abbiamo limitato i ringraziamenti alle persone da cui direttamente abbiamo ricevuto il materiale utilizzato, ma il termine “Muzemal” comprende la totalità degli utenti che con la loro sensibilità e voglia di osservare hanno portato avanti una discussione tra le più importanti, quella legata alle sorti del nostro Monte.

Buona visione, il pranzosociale.org.

Per vedere il video a schermo intero andate su pranzosociale.org
o nella sezione multimedia del blog.





Da “Il Tirreno”: Comuni poco trasparenti

3 11 2009

Riporto un articolo tratto dal Il Tirreno riguardante la trasparenza dei Comuni. L’argomento è stato oggetto di una nostra interpellanza ed è stato letteralmente deriso dal Sindaco.

Comuni poco trasparenti - IlTirreno

Clicca sull'immagine per aprire l'articolo in formato pdf





Prima del casinò, l’amministrazione dia risposte e proposte serie

1 07 2009

Diciamoci la verità, il casinò e l’ennesimo “giochino” in mano di “Maurizio lo Zar di Papingrado”. Così’ come successo per la piazza, dove il disegno è stato scelto da lui stesso, anche il casinò che viene proposto è la realizzazione di un suo sogno.

Il consiglio comunale appena svolto è stata l’ennesima prova di come Porto Azzurro venga amministrato con una imbarazzante superficialità. Sarebbe stato quanto meno doveroso, affiancare a tale richiesta all’ordine del giorno, uno studio che mostrasse ai presenti lo “stato di salute” delle case da gioco italiane, i vantaggi derivanti dalla realizzazione e gli eventuali rischi per il territorio. Tralasciamo poi il “segreto di stato” riguardo la sua futura localizzazione sulla quale forse il Sindaco dovrebbe essere più chiaro nelle sue intenzioni. Invece sono bastate le quattro frasi di rito, allungamento della stagione turistica, lavoro per tutti, fiore all’occhiello del nostro paese, insomma più soldi per tutti, per convincere la sua maggioranza.

Sarebbe più opportuno che l’amministrazione si adoperasse per una programmazione estiva degna di un paese che vive di turismo: apprezziamo infatti come un’altra giunta, sempre di centro-destra, sia riuscita a fare di di Marciana Marina il centro culturale musicale dell’isola d’Elba, con festival di livello internazionale. Noi invece proponiamo progetti faraonici senza nessuna garanzia, senza obiettivi di breve o lungo termine se non quello “di esaudire il sogno del Sindaco”: il nome del nostro paese non sarà più associato al suo mare, alle sue vie, alla sua gente, alla sua storia ma ad un casinò, proprio come succede in altre piccole località che lo ospitano.

E’ incredibile, concludendo, come nello stesso consiglio dove viene proposta una casa da gioco, si tenti di fare “economia”: l’importo di tremila euro annue a favore delle due associazione di volontariato che si occupano di protezione civile e antincendio boschivo viene ridotto di mille euro ciascuna.

Il tutto succede nella solita sera. La realtà è fatta di cose molto più semplici di un casinò a cui questa amministrazione è incapace di dare risposte.

Circolo PD Porto Azzurro





L’elusione dell’etica dell’amministrare

22 06 2009

Leggo con attenzione la difesa del Presidente dell’ordine dei Geometri. Una difesa d’ufficio direi, che però non deve farci sottovalutare il grido d’allarme che il Dott. Berti ha lanciato in questi giorni.

In comuni piccoli come i nostri nessuno mette in dubbio il valore tecnico di geometra che può, grazie all’esperienza acquisita tramite la sua professione privata, apportare allo sviluppo economico e sociale di un comune facendo parte della sua Giunta.

Ma non scordiamoci dell’art. 78.3 del TUEL, la legge di riferimento di qualsiasi ente locale che parla di “etica dell’amministrare” e che valuta negativamente il fatto che un assessore in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici eserciti un’attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nello stesso territorio che lui stesso amministra.

Questa norma è rafforzata da previsioni analoghe all’interno di molti statuti comunali, in quello di Porto Azzurro, facendo riferimento ad una realtà che conosco molto bene, vengono ripetute le medesime parole dell’articolo citato, all’art. 44.3. Purtroppo non viene prevista una sanzione alla violazione di questa norma e sebbene configuri un preciso dovere giuridico di astensione, la norma è facilmente eludibile attribuendo a geometri (o architetti, ingegneri, ecc..) assessorati con nomi diversi da quelli proibiti. In questo modo è possibile continuare ad esercitare la propria attività all’interno del territorio comunale, in pace con la propria coscienza.

A Porto Azzzurro, il Geom. Giancarlo Gamba ricopre l’assessorato alle “problematiche ambientali” mentre del gruppo dell’Ornato, quell’organismo che coincide con la giunta comunale nato “da un’esigenza fortemente sentita di essere messi a conoscenza delle pratiche che dal punto di vista urbanistico ed edilizio sfuggono, per effetto della separazione delle competenze volute dalla legge Bassanini, al vaglio dell’Amministrazione” ne è il segretario. Questo organismo detiene un diritto di voto obbligatorio all’interno del procedimento ma naturalmente non vincolante, su tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Questo per dire, che il grido d’allarme lanciato da Pasquale Berti, senza togliere alcun valore alla categoria dei geometri, avrebbe meritato maggior attenzione da parte di tutti, nell’interesse stesso della società elbana e di chi esercita quelle stesse professioni.

che però non deve farci sottovalutare il grido d’allarme che il Dott. Berti ha lanciato in questi giorni.
In comuni piccoli come i nostri nessuno mette in dubbio il valore tecnico di geometra che può,
grazie all’esperienza acquisita tramite la sua professione privata, apportare allo sviluppo economico
e sociale di un comune facendo parte della sua Giunta.
Ma non scordiamoci dell’art. 78.3 del TUEL, la legge di riferimento di qualsiasi ente locale che
parla di “etica dell’amministrare” e che valuta negativamente il fatto che un assessore in materia di
urbanistica, edilizia e lavori pubblici eserciti un’attività professionale in materia di edilizia privata e
pubblica nello stesso territorio che lui stesso amministra.
Questa norma è rafforzata da previsioni analoghe all’interno di molti statuti comunali, in quello di
Porto Azzurro, facendo riferimento ad una realtà che conosco molto bene, vengono ripetute le
medesime parole dell’articolo citato, all’art. 44.3. Purtroppo non viene prevista una sanzione alla
violazione di questa norma e sebbene configuri un preciso dovere giuridico di astensione, la norma
è facilmente eludibile attribuendo a geometri (o architetti, ingegneri, ecc..) assessorati con nomi
diversi da quelli proibiti. In questo modo è possibile continuare ad esercitare la propria attività
all’interno del territorio comunale, in pace con la propria coscienza.
A Porto Azzzurro, il Geom. Giancarlo Gamba ricopre l’assessorato alle “problematiche ambientali”
mentre del gruppo dell’Ornato, quell’organismo che coincide con la giunta comunale nato “da
un’esigenza fortemente sentita di essere messi a conoscenza delle pratiche che dal punto di vista
urbanistico ed edilizio sfuggono, per effetto della separazione delle competenze volute dalla legge
Bassanini, al vaglio dell’Amministrazione” ne è il segretario. Questo organismo detiene un diritto di
voto obbligatorio all’interno del procedimento ma naturalmente non vincolante, su tutto ciò che
riguarda l’edilizia.
Questo per dire, che il grido d’allarme lanciato da Pasquale Berti, senza togliere alcun valore alla
categoria dei geometri, avrebbe meritato maggior attenzione da parte di tutti, nell’interesse stesso
della società elbana e di chi esercita quelle stesse professioni.Leggo con attenzione la difesa del Presidente dell’ordine dei Geometri. Una difesa d’ufficio direi,che però non deve farci sottovalutare il grido d’allarme che il Dott. Berti ha lanciato in questi giorni.

In comuni piccoli come i nostri nessuno mette in dubbio il valore tecnico di geometra che può,

grazie all’esperienza acquisita tramite la sua professione privata, apportare allo sviluppo economico

e sociale di un comune facendo parte della sua Giunta.

Ma non scordiamoci dell’art. 78.3 del TUEL, la legge di riferimento di qualsiasi ente locale che

parla di “etica dell’amministrare” e che valuta negativamente il fatto che un assessore in materia di

urbanistica, edilizia e lavori pubblici eserciti un’attività professionale in materia di edilizia privata e

pubblica nello stesso territorio che lui stesso amministra.

Questa norma è rafforzata da previsioni analoghe all’interno di molti statuti comunali, in quello di

Porto Azzurro, facendo riferimento ad una realtà che conosco molto bene, vengono ripetute le

medesime parole dell’articolo citato, all’art. 44.3. Purtroppo non viene prevista una sanzione alla

violazione di questa norma e sebbene configuri un preciso dovere giuridico di astensione, la norma

è facilmente eludibile attribuendo a geometri (o architetti, ingegneri, ecc..) assessorati con nomi

diversi da quelli proibiti. In questo modo è possibile continuare ad esercitare la propria attività

all’interno del territorio comunale, in pace con la propria coscienza.

A Porto Azzzurro, il Geom. Giancarlo Gamba ricopre l’assessorato alle “problematiche ambientali”

mentre del gruppo dell’Ornato, quell’organismo che coincide con la giunta comunale nato “da

un’esigenza fortemente sentita di essere messi a conoscenza delle pratiche che dal punto di vista

urbanistico ed edilizio sfuggono, per effetto della separazione delle competenze volute dalla legge

Bassanini, al vaglio dell’Amministrazione” ne è il segretario. Questo organismo detiene un diritto di

voto obbligatorio all’interno del procedimento ma naturalmente non vincolante, su tutto ciò che

riguarda l’edilizia.

Questo per dire, che il grido d’allarme lanciato da Pasquale Berti, senza togliere alcun valore alla

categoria dei geometri, avrebbe meritato maggior attenzione da parte di tutti, nell’interesse stesso

della società elbana e di chi esercita quelle stesse professioni.

Leggo con attenzione la difesa del Presidente dell’ordine dei Geometri. Una difesa d’ufficio direi, che però non deve farci sottovalutare il grido d’allarme che il Dott. Berti ha lanciato in questi giorni.

In comuni piccoli come i nostri nessuno mette in dubbio il valore tecnico di geometra che può, grazie all’esperienza acquisita tramite la sua professione privata, apportare allo sviluppo economico e sociale di un comune facendo parte della sua Giunta.

Ma non scordiamoci dell’art. 78.3 del TUEL, la legge di riferimento di qualsiasi ente locale che parla di “etica dell’amministrare” e che valuta negativamente il fatto che un assessore in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici eserciti un’attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nello stesso territorio che lui stesso amministra.

Questa norma è rafforzata da previsioni analoghe all’interno di molti statuti comunali, in quello di Porto Azzurro, facendo riferimento ad una realtà che conosco molto bene, vengono ripetute le medesime parole dell’articolo citato, all’art. 44.3. Purtroppo non viene prevista una sanzione alla violazione di questa norma e sebbene configuri un preciso dovere giuridico di astensione, la norma è facilmente eludibile attribuendo a geometri (o architetti, ingegneri, ecc..) assessorati con nomi diversi da quelli proibiti. In questo modo è possibile continuare ad esercitare la propria attività all’interno del territorio comunale, in pace con la propria coscienza.

A Porto Azzzurro, il Geom. Giancarlo Gamba ricopre l’assessorato alle “problematiche ambientali” mentre del gruppo dell’Ornato, quell’organismo che coincide con la giunta comunale nato “da un’esigenza fortemente sentita di essere messi a conoscenza delle pratiche che dal punto di vista urbanistico ed edilizio sfuggono, per effetto della separazione delle competenze volute dalla legge Bassanini, al vaglio dell’Amministrazione” ne è il segretario. Questo organismo detiene un diritto di voto obbligatorio all’interno del procedimento ma naturalmente non vincolante, su tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Questo per dire, che il grido d’allarme lanciato da Pasquale Berti, senza togliere alcun valore alla categoria dei geometri, avrebbe meritato maggior attenzione da parte di tutti, nell’interesse stesso della società elbana e di chi esercita quelle stesse professioni.





Voi che potete, votate per Dario Ballini

3 06 2009

vari w80 (dario2)

Lo “svecchiamento” della politica (e non solo) è uno dei problemi all’ordine del giorno, l’età media del parlamento italiana è una delle più alte d’Europa ma senza andare troppo lontano è sufficiente vedere l’età di molti dei candidati sindaci (non me ne vogliano), senza distinzioni. Forse troppe volte si pensa che l’inesperienza sia un limite troppo grosso o forse dovremmo parlare di “una casta all’interno della casta”: fatto sta che ci si riferisce a donne e giovani in politica come fossero una sotto categoria, una specie in via d’estinzione inventandosi meccanismi strampalati per “proteggerli”, gareggiando a chi a tra le proprio liste ha più donne o un’età media più bassa. È certo però, a scanso di equivoci, che questi fattori hanno una sua rilevanza intrinseca ma a questo occorre affiancare, in termini politici, il merito, la capacità, la passione, l’onestà.

Con queste poche parole sono qui a dire che la candidatura di Dario Ballini per il Partito Democratico rispecchia ciò che sventoliamo tutti i giorni, quella politica fatta da una nuova generazione che se pur ferma nelle sue idee è disponibile e aperta al dialogo con tutti, con passione, senza doppie ruoli, con cognizione di causa e nel rispetto delle leggi.

Ma per fare che tutto ciò diventi realtà, una volta che “i giovani” conquistano il loro spazio con una candidatura, occorre dare loro la fiducia attraverso il voto affinché tutto non rimanga come oggi e che si possa almeno accendere la speranza di un domani migliore.

Elettori del versante orientale, alle elezioni provinciali votate per il PD, votate per Dario Ballini.





Una politica più giovane, io voto Dario Ballini

15 05 2009

Manifesto Dario





Le province e l’esercito di Matusalemme

18 03 2009

In risposta a Lorenzo Marchetti che sul suo blog ha pubblicato: ELEZIONI PROVINCIALI: far “sporcare le mani” ai giovani, creare una nuova classe dirigente, difendere “a muso duro” gli interessi dell’Elba

Caro Lorenzo,


sporcarsi le mani è proprio il punto di partenza. Voglio fare un breve esempio: il “vassallaggio” Papi si concluderà con questa legislatura e ci troveremo davanti ad una partita da giocare quasi tra armi pari. Una grande occasione, ma se la nostra lista non sarà “all’altezza” della situazione, se tutte quelle persone dalla faccia giovane e pulita e con i cervelli in movimento, non si decidono a “buttarsi”, saremo di nuovo perdenti.
Cosa voglio dire spero sia chiaro, un invito a tutti quei giovani che hanno una coscienza civica e politica formata e che si impegnano (in qualsiasi forma) nella vita sociale di un paese, a candidarsi e a “sporcarsi le mani”.
Da questo invito parte la mia riflessione su cui vorrei anche il mio partito, si fermasse a pensare. In una provincia forte come la nostra abbiamo la possibilità di formare amministratori di domani, con tempi molto più rapidi rispetto al resto d’Italia. I giovani di oggi, alle prossime amministrative e provinciali, saranno cinque anni più vecchi e senza questi cinque anni di esperienza.
Il nostro collegio nelle ultime provinciali, non me ne voglia Mario Martorella, ha espresso un giovane sessantaduenne e che se sarà rieletto alla fine della prossima legislatura avrà settandue anni. Io vorrei proprio invertire questa tendenza partendo dal nostro territorio.
Per questi motivi, non vorrei che a ragazzi con le mani sporche si preferisca gente con i capelli bianchi (o anche brizzolati). Medesima riflessione per l’assessore, non so quanti “volgarmente” ce ne toccherà, però non vorrei qualcuno calato dall’alto, riciclato da qualche altra carica o parcheggiato in attesa di incarichi più importanti. Le province non devono essere l’esercito di Matusalemme.

Un abbraccio, Davide.





Orrori di ortografia

10 02 2009

Sito web del Comune di Porto Azzurro, 9 febbraio 2009 ore 23.53. Oltre a non esser funzionale non è neanche scritto in italiano.

W Porto Azzurro

manzioni





Perseguitati politici nella storia elbana (1896 – 1943)

6 02 2009

Firenze – Un libro per riportare alla luce un capitolo di storia dimenticato. Questo, secondo il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Alessandro Starnini, il merito del lavoro di Ivano Tognarini, nel volume “Antifascisti e perseguitati elbani. Fonti per lo studio della repressione politica all’isola d’Elba (1896-1943)”.
“Nel quadro delle celebrazioni del Giorno della Memoria – ha sottolineato Starnini, presentando il libro – è importante e giusto ricordare gli oltre 200 cittadini elbani che durante il ventennio subirono sorveglianza poliziesca, misure punitive, ammonizione o diffida, fino al confino, all’esilio politico o al deferimento al tribunale speciale”. “Quasi metà di queste persone erano finite nel mirino della autorità di polizia per le loro idee ‘sovversive’ già negli anni che vanno dal periodo della reazione ‘crispina’ all’età giolittiana ed alla prima guerra mondiale – ha proseguito il vicepresidente – Ma in quel periodo essere ‘tenuti d’occhio’ dagli sbirri non aveva le conseguenze e le implicazioni che avrebbero preso corpo quando il regime dittatoriale si impose”. Da qui l’auspicio che le carte pubblicate in questo volume possano risultare utili per la riapertura di un capitolo di storia chiuso troppo in fretta. Per la realizzazione del volume l’Istituto Storico della Resistenza in Toscana si è avvalso della collaborazione di due studiosi e ricercatori, Davide Jabes e Sandro Nannucci, nonché del Circolo Culturale Sandro Pertini dell’isola d’Elba.
Alla presentazione del libro, insieme ad Alessandro Starnini, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, sono intervenuti Ivano Tognarini, curatore e presidente dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana; Claudio Silingardi, direttore dell’Istituto storico di Modena; Simonetta Carolini, della segreteria nazionale Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti italiani (Anppia).

dal sito http://www.parlamento.toscana.it/





Attivo del Circolo del PD, l’intervista

19 01 2009

Questa è una recente intervista (sostitutiva di una versione “bozza” precendente) fatta da Mario Mercati prima che io partissi per la Spagna. Viene pubblicata solo ora per ragioni tecniche, ma le questioni sono più che mai attuali, partendo dall’attivo del circolo de PD verranno affrontate alcune tematiche inerenti il paese e l’amminstrazione, l’opposizione e il partito.

Buona visione.