Carissimi amici e simpatizzanti del comitato per il ripristino della Croce di Porto Azzurro,
ho ricevuto con molto piacere la lettera riassuntiva dei precedenti incontri a cui non ho partecipato, in qualità di semplice cittadino, solo perché mi trovavo ambedue le volte “in continente”. Ci tengo infatti a premettere che l’argomento Croce di Porto Azzurro è una questione che deve vedere impegnati tutti i cittadini nella loro più nobile e semplice veste e non solo l’Amministrazione che attualmente governa questo paese. Si tratta di difendere e ripristinare un simbolo storico di Porto Azzurro, non per quello che rappresenta in sé, ma per quello che è stato e continuerà ad essere per il Paese, ricordando la fatica di quegli uomini che l’hanno costruito.
Questa necessaria premessa è doverosa per quanto voglio farvi presente. Nel novembre del 2007, consegnai personalmente al Sindaco un “allegorico” video e delle foto che mostravano le precarie condizioni della Croce. Alla nostra lettera e alle foto non abbiamo voluto dare alcuna forma di pubblicità poiché non si voleva “denunciare” un fatto o il disinteresse dell’Amministrazione che non può esser certo responsabile del deterioramento della Croce, ma si voleva offrire una sana sponda per tentare la risoluzione di un problema prima che fosse troppo tardi.
Precisamente dopo due anni, dopo un violento temporale, alla Croce cade un braccio e in tale stato riversa anche ai giorni nostri. Nonostante si sia verificato l’evento (tristemente) annunciato è bene chiarire che, personalmente, non voglio trovare un capro espiatorio nell’Amministrazione comunale o attaccarla per una sua negligenza legata alla questione della Croce. Ma spero anche io, come voi, in un più fattivo contributo della stessa rispetto a quello che c’è stato sino ad ora, sia per quanto riguarda la partecipazione alle riunioni cui è stata invitata, sia per quanto riguarda il contributo (sotto vari punti di vista e non sono economico) che questa può dare, sia per quanto riguarda la comunicazione con la cittadinanza. E ci tengo a precisare questo punto, perché mai abbiamo letto un intervento dell’Amministrazione che aggiornasse la cittadinanza a proposito di un suo interessamento alla vicenda.
Voglio infine riprendere le parole del Sindaco anche se penso che la lettura delle stesse sia diametralmente opposta: “Un sistema democratico si salva e progredisce se gli eletti attivano la partecipazione dei cittadini alla vita del paese”. Preso atto di ciò che abbiamo visto sino a questo momento, considero questa frase come un “necessario cambio di marcia” di cui ha bisogno Porto Azzurro.
Sono comunque sicuro che non mancheranno le idee e le proposte e che con la volontà di tutti si riuscirà nuovamente ad alzare gli occhi e vedere la Croce sopra il monte Mar di Capanne. Se posso infatti permettermi, vorrei suggerire la deposizione di una targa che racconti la storia di quella Croce e che ricordi il gesto di quegli uomini devoti che sulle loro spalle l’hanno portata e costruita. Sarebbe inoltre auspicabile un maggior interesse del Parco per quanto riguarda la sentieristica.
Il Comitato è sicuramente uno stimolo e un catalizzatore di attenzione su di una questione che rischia di trasformarsi in uno status quo, a cui i nostri concittadini non possono e non devono abituarsi. Sono convinto e fiducioso che ci si possa fare, Amministrazione e cittadini insieme, senza alcuna categorizzazione di sorta per ripristinare questo simbolo della nostra storia.
Per quanto mi riguarda, consideratemi pure disponibile per ogni iniziativa. Ringraziandovi per l’attenzione, vi auguro buon lavoro.
Davide Solforetti
Le foto sotto riprodotte sono state gentilmente concesse da Carlo Rampini; il primo video, citato nella lettera, è frutto dell’ingegno e della fantasia del grande Mario Mercati mentre il secondo è stato realizzato nel novembre 2009 dal Pranzosociale.org in collaborazione con Il Muzemal.